Esprimi i tragitti
del bianco fuggente le iridi
la pelle è il collasso di cieli, nel contare pori.
Comprimi dita
a carezzare la costellazione
che auspichi al mio divenire
la sola per cui genufletto articolazioni
e affanno organi in note di cupidigia.
Imprimi creazioni
allacciami il deragliare con bava di stelle.
Appesa e sfinita
gemo sui desideri il lembo di un sorriso.
Sento le vene inculcate di scie.